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Viaggiare in modo responsabile
Croazia





INDICE

informazioni generali

meta del viaggio

geografia politica

(glossario)

 


INFORMAZIONI GENERALI

Superficie

56.542 kmq

Popolazione

4,49 milioni (2008)

Capitale

Zagabria (700.720 abitanti nel 2006)

Lingua ufficiale

Croato

PIL pro capite

15 500 $ USA (2007) (PPP)

Crescita della popolazione

-0,04 (2008)

Aspettativa di vita

75,1 anni (uomini: 71,5 anni, donne: 79 anni) (2008)

Mortalità infantile

6,5 per 1000 nati vivi (2008)

Tasso di analfabetismo

1,5% (2,2% donne; 0,6% uomini) (2004)

 

 


META DEL VIAGGIO

Turismo

Il turismo in Croazia ha tradizionalmente un ruolo molto importante. La costa adriatica della Croazia era ed è una meta turistica molto apprezzata, anche dai turisti dell’Europa occidentale.

Dal 2003 il numero di turisti ha superato addirittura, con 8,9 milioni di presenze, il livello precedente alla guerra del 1990.

La maggior parte dei turisti si reca in Croazia d’estate per godersi la bellezza della variegata costa adriatica. All’interno del paese vi sono numerosi bagni termali e minerali per soggiorni di cura. Per gli amanti degli sport invernali esistono molti comprensori sciistici, però non tutti sono completamente accessibili al turismo.


 

Sfruttamento sessuale dei bambini nel turismo a scopo di lucro

Come meta per criminali pedofili, la Croazia ha un ruolo secondario. Tuttavia, negli ultimi tempi si registrano sempre più notizie sulla prostituzione forzata nelle città della costa. Inoltre, il paese viene utilizzato da bande criminali che fanno transitare le loro vittime da Ucraina, Romania o Bulgaria verso paesi dell'Europa occidentale. Anche donne e bambini croati vengono portati prevalentemente in paesi dell’Europa occidentale per essere poi violentati e sfruttati sessualmente.


 

Legislazione

In Croazia l’abuso sessuale su minori è punito con la privazione della libertà fino a 10 anni. Nell’ottobre 1991 la Croazia ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Bambino. Nel giugno 2002 è stato approvato il Protocollo aggiuntivo riguardante la tratta di bambini, la pornografia infantile e la prostituzione minorile.


 

HIV / AIDS

I dati relativi alla diffusione dell’AIDS e dell’HIV sono molto incerti per la Croazia. In base ad uno studio ufficiale, nel 2004 sono circa 300 le persone infette da HIV. Secondo un’indagine della Banca Mondiale, invece, si teme che vi sia un consistente dato sommerso e che in futuro le infezioni aumentino drasticamente.


 

Contatti locali

 

South East European Child Rights Action Network (SEECRAN)

Metelkova 6,

1000 Ljubljana, Slovenia

Phone: +386 1 438 5250

Fax: +386 1 432 3383

Email: info@seecran.org

Website: http://www.seecran.org

 

 


GEOGRAFIA POLITICA

Storia

Nel territorio che un tempo era stato provincia dell’Impero Romano, si stanziò intorno al 620 il popolo dei Croati. Si formò un principato croato che, però, ben presto cadde sotto il dominio straniero di Bisanzio, ad est, e sotto i Franchi, ad ovest. Allo stesso tempo, la Croazia divenne cristiana e poi, nel 925, un regno.

Tramite un’unione personale, nel 1102 l'Ungheria ottenne il dominio sulla Croazia, ma il paese mantenne un suo autogoverno. Durante l’espansione dell’Impero Ottomano e il conseguente indebolimento dell’Ungheria, la Croazia si rivolse agli Asburgo e rimase sotto dominio austriaco (più tardi austro-ungarico) fino alla fine della Prima Guerra Mondiale (cioè per oltre 800 anni).

Dopo il 1918 si staccò dalla monarchia asburgica sconfitta. L’Italia occupò i territori croati che le erano stati promessi in quanto potenza vincitrice sull'Impero Austro-Ungarico. Quindi, il Regno di Croazia decise di unirsi al Regno di Serbia per rafforzare la propria posizione. In questa unione dominarono gli interessi serbi e questa politica acuì le aspirazioni nazionalistiche ed i desideri d’indipendenza in Croazia.

Durante la Seconda Guerra Mondiale le truppe tedesche occuparono la Iugoslavia. In seguito, gruppi croati si allearono alla Germania fascista e portarono gran parte del paese sotto il suo dominio. Tuttavia, i partigiani di tutta la Iugoslavia riuscirono a riconquistare molte parti della Croazia.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale la Croazia diventò una delle sei repubbliche appartenenti al nuovo stato jugoslavo con Tito al vertice. Nonostante una maggiore apertura del paese verso l'ovest rispetto ad altri paesi socialisti dominati da Mosca, gli oppositori al regime dovevano temere forti rappresaglie. Dopo la morte di Tito nel 1980 aumentarono le tensioni fra le aspirazioni a una Grande Serbia e le tendenze centralistiche, da una parte, e il nazionalismo croato, dall’altra. Con le prime elezioni libere nel 1990, la tendenza indipendentista era enorme. Nel 1991 la Croazia proclamò la propria indipendenza, la Serbia cercò di mantenere l’unità dello stato con la forza militare, ma più tardi perseguì anche l’obiettivo di creare una Grande Serbia. Scoppiò una guerra civile che durò vari anni e terminò solo nel 1995, dopo i successi militari dei croati. Dal 2004 la Croazia è candidata ad entrare nell’Unione Europea.


 

Stato e società

Con la riforma costituzionale a inizio 2001, la Croazia possiede uno stabile sistema politico. Il Parlamento è composto da una camera; la divisione dei poteri e i diritti fondamentali sono sanciti. Nella fase precedente alle trattative per l'adesione all'UE, il governo ha varato numerose riforme. Tuttavia, nel 2004 mancano ancora sforzi consistenti riguardo al sistema giudiziario.

 

I serbi rappresentano, con il loro 4,5% rispetto alla popolazione totale, la più grande minoranza della Croazia, anche se il loro numero è diminuito drasticamente dopo l’inizio della guerra. La grande maggioranza è rappresentata dal gruppo etnico croato (90%). Le altre minoranze sono inferiori al 0,5%. I rapporti tra croati e serbi, a causa della guerra, continuano ad essere compromessi. Anche a livello di politica interna e sul piano economico gli effetti della guerra continuano a causare problemi.

La divisione etnica della popolazione si rispecchia anche nelle religioni. I croati professano quasi senza eccezioni il credo romano-cattolico, a cui aderisce quindi il 90% dell’intera popolazione. Un altro 4% è serbo-ortodosso, l’1% è mussulmano.


 

Economia

Dopo i difficili anni del dopoguerra, l’economica si sta riprendendo sensibilmente dal 2002. Il prodotto interno lordo è nettamente aumentato (2002: 5,3%, 2003: 4,3%) e il tasso d'inflazione è rimasto estremamente basso per un paese in transizione (2002: 1,7%, 2003: 1,8%). Nonostante questo sviluppo positivo, la situazione economica è ancora molto critica. Un alto disavanzo pubblico (2003: 5,7%) e un alto tasso di disoccupazione intorno al 20%, anche se in diminuzione, sono motivo di preoccupazione. Altrettanto urgenti sono altre riforme della previdenza sociale e la privatizzazione delle imprese pubbliche.

I settori più significativi dell’economia croata sono le industrie manifatturiere (soprattutto generi alimentari, raffinazione del petrolio, chimica) e il turismo, che contribuisce per il 21% alla formazione del PIL.


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