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Romania





INDICE

informazioni generali

meta del viaggio

geografia politica

(glossario)

 


INFORMAZIONI GENERALI

Superficie

237.500 kmq

Popolazione

22,24 milioni (2008)

Capitale

Bucarest (1,9 milioni di abitanti 2007)

Lingua ufficiale

Rumeno (altre lingue: Ungherese 6,7 % e Roma 1,1%)

PIL pro capite

11.100 $ USA (2007) (PPP)

Crescita della popolazione

-0,13% (2008)

Aspettativa di vita

72,1 anni (uomini: 68,7, donne: 75,9 anni (2008)

Mortalità infantile

23,7 per 1000 nati vivi (2008)

Tasso di analfabetismo

3 % (2007)

 

 


META DEL VIAGGIO

Turismo

La Romania non figura ancora tra le mete del turismo di massa. Tuttavia il paese offre un ampio ventaglio di interessanti opportunità per i viaggiatori individuali, da escursioni di trekking in una natura incontaminata, alle visite a conventi e roccaforti, fino a rilassanti soggiorni sulle spiagge del Mar Nero.

Nel 2003, l’indotto economico del turismo è stato pari a 700 milioni di Euro. Dei 5,6 milioni di turisti che hanno scelto la Romania per le loro vacanze, oltre un milione proveniva dall’estero. Quindi, anche se il turismo non sta ancora ricevendo tutta l’attenzione che merita, nasconde un potenziale di crescita di tutto rispetto.


 

Sfruttamento sessuale dei bambini nel turismo a scopo di lucro

Tra i paesi europei, la Romania, e in modo particolare Bucarest, rappresenta una delle principali mete turistiche per chi pratica turismo sessuale. Nella maggior parte dei casi, le prime vittime sono i bambini di strada. Si calcola che il 5% dei bambini senza patria in Romania sono coinvolti forzatamente nello sfruttamento sessuale. Di recente, a fronte di questo fenomeno, si è registrato un aumento degli arresti e delle condanne di cittadini stranieri incriminati di questo reato.

In Romania, lo sfruttamento di donne e bambini ai fini della prostituzione ha sempre rappresentato un grave problema. La legge emanata nel 2001 contro il dilagare del traffico di persone non ha condotto a nessun miglioramento rilevante. Donne e bambini rumeni continuano a essere trafficati in vari paesi europei, sia dell’est che dell’ovest, per poi essere sfruttati sessualmente. Chi viene maggiormente attirato dalle false promesse di questi trafficanti sono soprattutto i bambini di strada. Negli ultimi anni è stato osservato che molti di loro vengono avviati al giro della prostituzione di Amburgo, Berlino e Amsterdam, per citare solo alcuni esempi.

La Romania funge anche da paese di transito per molte vittime provenienti da numerosi altri paesi, come la Turchia e la Tailandia, e dirette in altri stati europei.


 

Legislazione

Lo sfruttamento sessuale di minori in Romania è punito con pene fino a 15 anni di detenzione. Nell’ottobre del 1990, il paese ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Bambino cui ha fatto seguito nel 2002 il Protocollo aggiuntivo che condanna la prostituzione minorile, la tratta di bambini e la pornografia infantile.


 

HIV / AIDS

Secondo le stime dell’UNAIDS, il programma dell’ONU che si occupa di HIV e AIDS, alla fine del 2003 la Romania contava circa 6.500 persone HIV positive. Sebbene si tratti di una cifra ancora relativamente contenuta, il paese figura tra gli stati con il più altro tasso di nuovi contagi al mondo! È il dato più preoccupante è sicuramente il diffondersi del virus tra le prostitute e i bambini.


 

Contatti locali

 

Save the Children Romania

(Organizatia Salvati Copiii )

Intrarea Stefan Furtuna 3

Sector 1

77176 Bucharest, Romania

Phone: +401 2126176

Fax: +401 3124486

Email: rosc@salvaticopiii.ro

Website: http://www.salvaticopiii.ro

 

South East European Child Rights Action Network

(SEECRAN)

Metelkova 6,

1000 Ljubljana, Slovenia

Phone: +386 1 438 5250

Fax: +386 1 432 3383

Email: info@seecran.org

Website: http://www.seecran.org

 

 

 


GEOGRAFIA POLITICA

Storia

Nel 106 d.C. i Daci, ovvero il popolo che si stanziò nell’area dell’attuale Romania, furono assoggettati all’Impero Romano. Si tratta di un evento che caratterizzò fortemente l’orientamento culturale assunto in seguito dal paese. Ne è una prova il suo stesso nome, “Romania”, che nell’antichità veniva spesso equiparato al più ampio concetto di Impero Romano. A seguito delle grandi migrazioni, i romani si ritirarono da quella zona, lasciando il posto ad altri popoli, tra cui gruppi di ceppo slavo dal VI secolo in avanti.

A partire dal X secolo, gli Ungheresi consolidarono sempre più il loro potere nella zona della Transilvania e diedero inizio a un processo di conversione alla religione cattolico-romana del popolo rumeno, prevalentemente di professione ortodossa. Nel XIII secolo, in seguito ai disordini provocati dalle invasioni mongole, la Transilvania raggiunse uno stato di quasi autonomia dall’Ungheria. Nel contempo, sorsero i principati di Valacchia e di Moldavia, peraltro già tributari dell’impero ottomano a partire dal XIV secolo.

A metà del 1500, gli ottomani riportarono una vittoria decisiva sull’Ungheria. La Transilvania fu sottomessa alla sovranità ottomana sebbene le venisse concessa una discreta autonomia. Lo stesso avvenne de facto anche per la Moldavia e la Valacchia. Alla fine del XVII secolo e agli inizi del XVIII, l’Ungheria, la Transilvania e successivamente anche la Valacchia furono annesse all’Austria come conseguenza del graduale declino dell’Impero Ottomano. Dopo poco fu la volta di una parte della Moldavia chiamata Bucovina. La rimanente parte della regione passò alla Russia nel 1812 sotto il nome di Bessarabia.

Nel 1859 Alexandru Ioan Cuza fu eletto principe sia della Valacchia che della Romania e due anni dopo proclamò lo stato indipendente di Romania.

Al termine della Prima Guerra Mondiale, la Bessarabia e la Transilvania furono annesse alla Romania per volere delle potenze vincitrici.

Allo scoppio del secondo conflitto mondiale, la Romania si dichiarò neutrale. L’Unione Sovietica invase la Bessarabia e la Germania intimò alla Romania di cedere la Transilvania all’Ungheria. A seguito della crisi politica interna, la Romania entrò in guerra allineandosi alle potenze dell’asse. Nel 1944, si giunse nuovamente a un colpo di stato all’indomani del quale la Romania dichiarò guerra alla Germania. Al termine della guerra, il paese vide la graduale instaurazione di un regime comunista sotto l’influenza sovietica. Nel 1947 fu abolita la monarchia e lo stato assunse la gestione dell’intero sistema economico. Alla morte di Stalin e con la conseguente liberalizzazione sotto il governo Chrushev, la Romania si allontanò gradualmente dalla Russia e procedette a un forte avvicinamento alla Cina. Tuttavia il paese entrò a far parte del Patto di Varsavia già nello stesso anno della sua fondazione, nel 1955. Per timore che l’insurrezione popolare ungherese del 1956 potesse dilagare anche in Romania, l’allora capo di stato Gheorghi-Dej fece intervenire le truppe sovietiche che si posizionarono sul confine per poi marciare sull’Ungheria lasciando dietro di sé una scia di sangue. Nel 1965, Gheorghi-Dej morì a Mosca in circostanze ignote e Nicolae Ceausescu fu eletto suo successore. Molto ammirato sia in patria che all’estero, in breve Ceausescu fondò il suo governo sulla repressione e sulla violenza. Con la rivoluzione del 1989, il dittatore fu destituito e giustiziato. Dopo soli pochi mesi si tennero le prime libere elezioni e dal 2004 la Romania è entrata a far parte della NATO. Attualmente sono in corso le trattative volte a valutare l’ingresso del paese nell’UE previsto per il 2007.


 

Stato e società

Con l’emanazione della Costituzione del 1991, l’ordinamento dello stato rumeno ha come modello quello francese. Il parlamento bicamerale della Repubblica si compone di Camera dei Deputati e Senato. Il Presidente, che gode di ampi poteri, viene eletto direttamente dai cittadini. Il governo eletto nel 2000 con mandato quadriennale è di orientamento socialdemocratico e attualmente sta incentrando gran parte del suo lavoro sull’ingresso del paese nell’UE, previsto per il 2007, e sulle riforme necessarie a tal fine.

La Romania ha una popolazione omogenea, composta per il 90% di Rumeni, ed è l’unico paese di lingua neolatina in Europa sud-orientale. Le minoranze più consistenti sono rappresentate dai Magiari (6,6%) e dai Rom (2,5%). Anche per quanto riguarda la religione, il quadro è piuttosto unitario: l’87% della popolazione professa il credo rumeno-ortodosso, un altro 5% è cattolico e l’1% è greco-cattolico.

Con l’avvento dell’industrializzazione negli anni ’60, l’urbanizzazione ha subito un forte aumento tanto che attualmente il 56% della popolazione vive all’interno di centri urbani, anche se al confronto con la media europea si tratta di una percentuale ancora piuttosto ridotta.

La tutela delle minoranze è ancora insufficiente, specialmente per quanto riguarda i Rom che in molti settori della società non godono ancora di pari diritti e opportunità.

Il paese deve affrontare gravi problemi sociali che hanno origine nell’estrema miseria della popolazione. Oltre il 40% dei cittadini vive al di sotto della soglia di sussistenza. In queste condizioni, i nuclei familiari con prole numerosa si sciolgono facilmente e la violenza all’interno della famiglia è all’ordine del giorno. Una donna su cinque ne è colpita direttamente. Anche i bambini patiscono la povertà e molto spesso sono le vittime principali di questo fenomeno. Nella sola capitale vivono oltre 3000 bambini di strada tossicodipendenti.

Nella maggior parte dei casi, la grave ristrettezza economica rende impossibile alla popolazione l’assistenza medica. Del resto lo stato non dispone dei fondi necessari per garantire un sistema sanitario o una previdenza sociale accettabile.


 

Economia

Nonostante la difficile contingenza globale, l’economia rumena è in forte crescita. Eppure, per quanto si registri un positivo sviluppo generale, sussiste ancora un urgente bisogno di riforme dell’apparato burocratico e delle strutture economiche al fine di consolidare questa tendenza a lungo termine. Anche la privatizzazione delle grosse imprese statali è stata realizzata solo in minima parte.

Le esportazioni rappresentano la colonna portante della crescita economica rumena ed interessano in particolare l’industria meccanica, quella estrattiva e quella del legno. Un altro settore ad alto rendimento è quello edile che si basa sull’ammodernamento delle infrastrutture, in parte finanziato dall’UE.


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